116117 operativo in tutta l’Umbria: una rete unica per l’assistenza sanitaria territoriale e le cure mediche non urgenti.

Perugia, 08 ottobre 2026 – È stato presentato stamattina a Palazzo Donini il numero 116117, punto di accesso telefonico, gratuito e attivo 24 ore su 24, per i bisogni sanitari non urgenti e per l’orientamento ai servizi territoriali. La Centrale 116117, gestita dalla Usl Umbria 1 quale azienda capofila regionale, completa un percorso avviato nel maggio 2026 e progressivamente esteso all’intero territorio regionale, dove è diventato pienamente operativo dallo scorso 17 settembre.

Il servizio accoglie la richiesta, individua rapidamente eventuali segnali sanitari, orienta il cittadino verso la risposta più appropriata e collega in tempo reale la rete dei servizi. Le urgenze vengono trasferite immediatamente al 118; i bisogni non urgenti possono ricevere una risposta informativa, un teleconsulto, l’accesso o l’attivazione della Continuità assistenziale o l’invio ai servizi territoriali competenti (come, ad esempio, fare da tramite per: il servizio per le dipendenze, l’assistente sociale, il dipartimento salute mentale, il distretto di competenza, il punto unico di accesso e il Cup). Complessivamente, il servizio mette in rete i 12 distretti regionali, le 41 sedi di Continuità assistenziale e i principali nodi sanitari e sociosanitari regionali, garantendo il 100% del roll-out (della copertura) regionale.

“Con l’attivazione del 116117 in tutti i 12 distretti completiamo una vera rivoluzione organizzativa nella sanità pubblica dell’Umbria, posizionandoci nella prima metà delle regioni italiane ad aver garantito la totale copertura del territorio – ha dichiarato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti -. Questo risultato è il frutto di un grande lavoro di squadra e di un’importante scelta di integrazione: l’Usl Umbria 1 si è presa in carico la gestione della Centrale per tutti gli 850mila cittadini umbri, superando i campanilismi e garantendo omogeneità di risposta da Città di Castello fino a Norcia e Orvieto.

Il messaggio che dobbiamo fare arrivare con forza – ha aggiunto la presidente -, anche spiegandolo nelle scuole e nelle comunità, è semplice: il 116117 viene prima del 118. Chiamare questo numero gratuito da fisso o cellulare prima di spostarsi evita lunghe e defatiganti attese nei Pronto Soccorso per codici bianchi e verdi, sollevando i nostri medici dall’iperafflusso e proteggendo la rete delle urgenze.

Ma la forza straordinaria di questo strumento – ha spiegato Stefania Proietti – sta nella presa in carico immediata: la risposta arriva in media in 50 secondi e, grazie al contatto telefonico mantenuto con l’operatore, il cittadino non viene mai lasciato solo. Voglio ringraziare la direttrice Donetti – ha detto in conclusione la presidente – che ha voluto fortemente avviare questo servizio, è grazie alla sua determinazione che il numero 116117 sarà perfettamente rodato e funzionante quando entrerà a pieno regime il nuovo Piano socio sanitario regionale”.

“Il 116117 non è un semplice servizio telefonico, ma l’ingranaggio centrale di una sanità territoriale che si fa più vicina e proattiva – ha aggiunto la direttrice regionale Salute e Welfare, Daniela Donetti -.  Attraverso questo punto unico di accesso colleghiamo in tempo reale la Continuità assistenziale, le Case della comunità, i medici di Medicina generale e la rete dell’emergenza. Questo ci permette di proteggere i nostri ospedali dagli accessi impropri e, al contempo, di costruire risposte integrate sul territorio con azioni concrete e trasparenti”.

Emanuele Ciotti, direttore generale Usl Umbria 1, illustrando il funzionamento e i dati del servizio ha dichiarato: “Dietro il 116117 c’è una squadra che ascolta e aiuta le persone a trovare l’assistenza giusta. Abbiamo già risposto a circa 30mila chiamate: bisogni concreti di cittadini che chiedono aiuto e orientamento. In tempi rapidi abbiamo costruito una rete al servizio di tutta l’Umbria, per dare risposta ai bisogni non urgenti sul territorio e contribuire a ridurre gli accessi impropri al Pronto soccorso. Questo risultato ha il volto degli operatori e dei professionisti che lo hanno reso possibile: il merito è della squadra”.

Emilio Paolo Abbritti, dirigente regionale del servizio Programmazione assistenza territoriale e integrazione socio sanitaria ha sottolineato la centralità della casa come primo luogo di cura: “Portare la risposta sanitaria a domicilio evita che gli anziani e i soggetti fragili finiscano impropriamente al Pronto soccorso, un contesto che può metterli in difficoltà. Il 116117 è l’accesso telefonico a un ecosistema di sanità proattiva che unisce telemedicina, Case della comunità e la rete degli oltre 300 infermieri di famiglia per garantire assistenza integrata h24 su tutto il territorio”.

“I dati Agenas confermano che circa il 20% degli accessi totali al Pronto soccorso riguarda bisogni non urgenti o urgenze minori che potrebbero essere trattati sul territorio – ha sottolineato Enrica Ricci, dirigente regionale del servizio Programmazione e controllo strategico SSR -. Il 116117 è lo strumento chiave per riorientare correttamente questi flussi ed evitare accessi evitabili in Pronto soccorso favorendo l’uso appropriato di tutti i setting assistenziali ospedalieri e territoriali”.

In collegamento online Giovanna Giannetti, dirigente medico della Direzione generale della programmazione sanitaria del ministero della Salute ha manifestato apprezzamento per l’iniziativa e per i primi risultati illustrati in conferenza stampa: “Con la copertura totale del territorio, l’Umbria si attesta tra quel 60% di regioni italiane che hanno già reso pienamente operativo il numero unico europeo, e ci auguriamo di vedere l’intero territorio nazionale attivo entro l’anno. Il lavoro svolto dall’Umbria è un modello virtuoso, fondamentale non solo per i residenti ma anche per i tanti turisti e visitatori che popolano questa regione e che ora possono contare su una rete di orientamento e cura immediata”.

I dati del servizio
Dallo scorso 22 maggio al 5 ottobre (di cui solo 19 giorni legati all’attività di tutto il territorio regionale) sono state gestite 28.893 telefonate (il 79,95% delle risposte aperte entro un minuto). L’87,15% dei casi trattati è stato dirottato alla Continuità assistenziale, l’11% circa è legato ad una richiesta di informazioni mentre solo 1,41% è stato trasferito al 118.
A regime, la Centrale – che ha una sede unica in via XIV Settembre a Perugia – gestisce mediamente circa 320 chiamate al giorno, con un picco massimo registrato di 1.124 contatti. La proiezione sui volumi stabilizzati indica circa 117.000 chiamate su base annua. Il tempo medio di attesa prima della risposta è di 50 secondi, mentre la durata media della chiamata è di poco superiore ai cinque minuti.
La domanda si concentra soprattutto nei momenti in cui l’offerta ordinaria si riduce: il 52,8% delle chiamate arriva tra sabato e domenica, con il massimo nella fascia 8,00-12,00; nei giorni feriali quasi la metà del traffico giornaliero si concentra tra le 20,00 e le 24,00. Questi dati consentono di adeguare turni e professionalità ai reali picchi di bisogno.
Per quanto riguarda l’accesso al servizio di Continuità Assistenziale, conseguente alla chiusura della richiesta al 116117, si è considerato che, in media, il 36,09% dei casi viene risolto telefonicamente (in circa 7 minuti), il 55,25% richiede una visita ambulatoriale (durata media di circa 12-13 minuti) e il 7,94% una visita domiciliare (40 minuti). Proprio le visite a domicilio, pur rappresentando una quota contenuta degli interventi, assorbono il 26,1% del tempo medico complessivo: il filtro telefonico rende quindi possibile riservarle ai pazienti che ne hanno una reale necessità clinica.
Il modello organizzativo lavora su due livelli. Il primo è affidato a operatori formati che svolgono accoglienza, geolocalizzazione, intervista strutturata e corretto instradamento; il secondo coinvolge l’infermiere di Centrale per la valutazione clinico-assistenziale, il counseling, le indicazioni di autocura e la gestione dei casi complessi. La piattaforma connette la Centrale con i sistemi regionali e con il 112/118, mantenendo la continuità delle informazioni lungo il percorso del cittadino.
La piena operatività apre ora una seconda fase. Il 53,8% degli utenti continua a presentarsi direttamente nelle sedi di guardia medica senza contattare preventivamente la Centrale. Regione e Aziende sanitarie avvieranno quindi una comunicazione mirata, con il coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei servizi territoriali, per consolidare un comportamento semplice: prima di spostarsi, chiamare il 116117.
Parallelamente, i dati permetteranno di rendere più coerente la distribuzione delle risorse, rafforzando le sedi che concentrano la maggior parte della domanda e tutelando le aree interne e montane, dove distanze e tempi di percorrenza restano criteri essenziali di programmazione.

Fonte Regione Umbria

Ultimo aggiornamento
08/10/2026
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