Invecchiamento attivo, l’Umbria protagonista a livello nazionale con le buone pratiche delle Usl regionali
Giornata dei Nonni, la Regione si conferma laboratorio di buone pratiche per l’invecchiamento attivo: tre progetti protagonisti a Longev_italia 2026, inseriti all’interno della programmazione regionale
Perugia/Terni, 2 ottobre 2026 – Le aziende sanitarie umbre confermano il loro storico impegno nella promozione dei sani e corretti stili di vita in tutte le fasce d’età, con una particolare attenzione alla popolazione anziana che, in una regione come l’Umbria, rappresenta una componente fondamentale della comunità e un patrimonio di esperienza, relazioni e partecipazione sociale.
In occasione del 2 ottobre, giornata dedicata alla Festa dei Nonni, la Regione Umbria e le aziende sanitarie colgono l’occasione per ribadire il valore straordinario delle persone anziane e per rinnovare il proprio impegno a favore di politiche e azioni capaci di promuovere l’invecchiamento attivo, l’autonomia, la salute e il benessere della terza età. Un impegno che vede il Servizio sanitario regionale lavorare in sinergia con enti locali, associazioni e realtà del Terzo Settore per costruire comunità sempre più inclusive e attente ai bisogni delle persone.
A testimonianza della qualità del lavoro svolto sul territorio, nei giorni scorsi i professionisti delle due Usl umbre sono stati invitati a presentare le proprie esperienze e buone pratiche – inserite all’interno della programmazione regionale – nell’ambito del Convegno nazionale “Longev_italia”, tenutosi ad Asti il 25 e 26 settembre 2026. Un importante riconoscimento considerando che, tra le candidature provenienti da tutta Italia, sono state selezionate soltanto 23 esperienze da approfondire durante uno dei più qualificati appuntamenti nazionali dedicati ai temi della longevità e del benessere.
A rappresentare l’Umbria e a illustrare i progetti selezionati sono stati i dottori Maria Grazia Brancaleoni, direttrice facente funzioni dei Distretti dell’Alto Tevere e del Trasimeno e coordinatrice della Rete aziendale della Promozione della Salute della Usl Umbria 1, e Fabrizio Loce Mandes della Usl Umbria 2, coordinatore del progetto Civico 65. Attraverso i loro interventi è stato possibile presentare a una platea nazionale il modello umbro di integrazione socio-sanitaria, prevenzione e partecipazione comunitaria, confermando l’attenzione che il sistema sanitario regionale dedica alla promozione dell’invecchiamento attivo.
Tra le esperienze presentate ad Asti ha suscitato particolare interesse “Civico 65. Spazi di partecipazione per l’invecchiamento attivo”, progetto regionale di ricerca-azione sviluppato dal Cersag in collaborazione con Usl Umbria 1 e Usl Umbria 2. Nato nell’ambito del Piano Regionale della Prevenzione, il progetto unisce ricerca scientifica e interventi concreti sul territorio attraverso l’analisi dei bisogni della popolazione over 64, la promozione dei gruppi di cammino, delle attività socializzanti e dei percorsi di prescrizione sociale. Un’iniziativa che coinvolge attivamente i Medici di Medicina Generale, le reti professionali delle Usl, il Terzo Settore e numerosi partner istituzionali, contribuendo a contrastare sedentarietà, isolamento e fragilità sociale.
Un secondo esempio di innovazione è rappresentato da “Rete d’Argento”, progetto promosso dalla Fondazione di Carità San Lorenzo in collaborazione con il Distretto del Perugino e il Comune di Perugia. L’iniziativa si fonda sul riconoscimento del ruolo attivo della persona anziana nella società e ha dato vita a un modello stabile di coprogettazione territoriale attraverso un Tavolo permanente che riunisce istituzioni, servizi sanitari e associazioni del Terzo Settore presso la Casa della Comunità di Ponte San Giovanni. Un’esperienza che ha permesso di sviluppare azioni condivise per prevenire la solitudine e rafforzare le reti di sostegno e partecipazione.
Tra i progetti presentati al convegno anche “Sinapsi: Comunità solidale e intergenerazionale per la promozione di uno stile di vita attivo nella popolazione anziana del Distretto del Trasimeno”, nato grazie al protocollo di integrazione socio-sanitaria sottoscritto tra il Distretto del Trasimeno, l’Unione dei Comuni del Trasimeno, Cesvol, Auser Regionale e la Consulta dei Giovani. L’iniziativa, ideata dalla dottoressa Caterina Magliocchetti, ha trovato fin dall’inizio il sostegno e la visione dell’allora direttore di Distretto Emilio Paolo Abbritti, che ne ha colto le importanti potenzialità. Il progetto promuove il dialogo tra generazioni e il benessere delle persone anziane attraverso il rilancio dei centri socio-culturali, i gruppi di cammino, gli orti solidali e il programma di educazione sanitaria “Pillole di lunga vita”, realizzato nei comuni del Trasimeno in collaborazione con Auser.
Le esperienze presentate ad Asti dimostrano come l’Umbria stia consolidando un modello di riferimento a livello nazionale nell’ambito dell’invecchiamento attivo, fondato sulla prevenzione, sulla partecipazione delle comunità e sulla collaborazione tra istituzioni, professionisti e associazioni. Un percorso che guarda alla longevità non soltanto come aumento dell’aspettativa di vita, ma come opportunità per garantire alle persone anziane più salute, più autonomia e una migliore qualità della vita, riconoscendone il ruolo fondamentale nello sviluppo e nella coesione della comunità regionale.

